Coronavirus – una sfida per i datori di lavoro

Il nuovo coronavirus pone i datori di lavoro dinanzi a una grande sfida. Numerosi interrogativi sorgono soprattutto nel diritto del lavoro.

Risposta dettagliata

Sfide per i datori di lavoro a causa della crisi di Corona

Aggiornato al 13.07.2020

Il nuovo coronavirus pone i datori di lavoro dinanzi a una grande sfida. Numerosi interrogativi sorgono soprattutto nel diritto del lavoro. MyRight ha riunito i più importanti e fornisce una risposta.

In caso di pandemia posso chiudere la mia azienda e dichiarare la chiusura come ferie aziendali, in modo da bypassare l’assenza dei miei collaboratori?

No, in linea generale non è possibile, sebbene ai sensi di legge tu abbia la facoltà, come datore di lavoro, di scegliere il periodo delle ferie. Al riguardo sei però tenuto a sentire anche i tuoi collaboratori e a tenere opportunamente conto dei loro desideri. I dipendenti hanno inoltre diritto a un’informazione tempestiva sulle vacanze ordinate (in genere con un anticipo di tre mesi).

In caso di pandemia posso porre a breve termine il divieto di prendere ferie?

In quanto datore di lavoro puoi stabilire fondamentalmente il periodo delle ferie (cfr. anche domanda precedente). Al riguardo sei però tenuto a sentire anche i tuoi collaboratori e a tenere opportunamente conto dei loro desideri. I dipendenti hanno inoltre diritto a un’informazione tempestiva sulle vacanze ordinate (in genere con un anticipo di tre mesi). Il rinvio di ferie già concordate è tuttavia giustificato per motivi gravi. A fronte di una simile esigenza aziendale urgente e imprevista, i tuoi collaboratori devono accettare un cambiamento del periodo delle vacanze. Il differimento va comunicato ai tuoi dipendenti entro brevissimo tempo. Come datore di lavoro sei tuttavia chiamato a risarcire il danno arrecato, come ad esempio le spese di annullamento del viaggio.

Posso costringere i dipendenti della mia azienda a vaccinarsi contro l’influenza?

No, attualmente non esiste una vaccinazione obbligatoria in Svizzera. Anche in caso di pandemia sarebbe verosimilmente difficile imporre un obbligo di vaccinazione disposto da te come datore di lavoro.

Quali sono le implicazioni per il pagamento continuato dei salari se in virtù di una disposizione delle autorità sono costretto a chiudere l’azienda?

Nel mondo accademico si discute su chi si assume il rischio operativo ed economico in tali costellazioni. Poiché una tale costellazione non si è mai verificata prima, non esiste una giurisprudenza. Non è quindi chiaro se il datore di lavoro debba continuare a pagare il salario o meno. Invitate i datori di lavoro a lavorare a orario ridotto! In determinate circostanze, il dipendente può essere obbligato a recuperare le ore di lavoro "perse" a causa del suo dovere di lealtà.

Il virus si diffonde rapidamente e ho paura delle conseguenze di un contagio nella mia azienda. Sto quindi pensando di chiuderla completamente o in parte. Quali sono i miei obblighi di datore di lavoro? Cosa significa questa scelta per i miei collaboratori?

In questo caso vige per te in qualità di datore di lavoro un obbligo di pagamento continuato del salario ai dipendenti interessati. I tuoi collaboratori non sono tenuti a recuperare le ore di lavoro (tranne in caso di chiusure aziendali molto brevi). Ciò malgrado, il dipendente deve farsi computare sul salario ciò che ha risparmiato in seguito all’impedimento al lavoro o ha guadagnato esercitando un’altra attività.

In quanto azienda devo acquistare le mascherine per i miei dipendenti, i loro famigliari e/o componenti del nucleo familiare oppure posso esigere dai miei collaboratori che le acquistino di persona?

A norma della legge sul lavoro, l’azienda è tenuta a proteggere adeguatamente i suoi dipendenti durante il lavoro (cfr. OLL 3). Siccome il rischio di contagio in caso di pandemia varia da regione a regione, l’uso di una mascherina (mascherina chirurgica del tipo II o IIR) non è generalmente raccomandato dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Laddove un rischio aggravato di diffusione del virus influenzale (ad es. in assembramenti di persone, nei contatti con clienti ecc.) non può essere evitato, può tuttavia rivelarsi utile e opportuno indossare una mascherina. Le situazioni esatte in cui le mascherine igieniche vanno indossate possono tuttavia essere definite solo quando il virus pandemico e le sue modalità di trasmissione specifiche sono note. In caso di pandemia l’UFSP comunicherà per tempo in quali casi è opportuno indossare una mascherina igienica. Ti consigliamo di attenerti alle raccomandazioni ufficiali.

La mia azienda può essere posta in quarantena se dovessi avere dei casi di coronavirus tra i miei dipendenti?

Il medico cantonale valuterà la situazione e adotterà le misure del caso. In questa griglia possono figurare anche misure di polizia sanitaria, come ad es. quarantena, chiusura dell’azienda ecc.

In caso di pandemia posso obbligare i miei collaboratori a prestare ore supplementari?

Sì, puoi obbligare i tuoi collaboratori a prestare ore supplementari (cfr. art. 321c cpv. 1 CO). Nell’eventualità di una pandemia, come il coronavirus, che provoca l’assenza di molta forza lavoro, è giustificato che i dipendenti prestino ore supplementari. Tieni però presente la situazione personale dei tuoi collaboratori, in particolare le loro responsabilità familiari.

La nostra azienda adotta un modello di orario di lavoro annuale e lascia ampia libertà ai collaboratori nella gestione del loro orario lavorativo individuale. In caso di pandemia posso ordinare ai miei collaboratori di compensare le rispettive ore supplementari?

La compensazione di ore supplementari con tempo libero premette l’accordo del datore di lavoro e del dipendente, che devono giungere a un’intesa sul principio della compensazione, sul momento esatto e la relativa durata. Come datore di lavoro devi poter dimostrare il consenso del dipendente. Se ad esempio nel contratto di lavoro è stabilito che come datore di lavoro sei legittimato a disporre la compensazione, puoi esigere dai tuoi collaboratori che compensino le ore supplementari. Non è tuttavia consentito costringere i tuoi collaboratori a prendere un congedo non retribuito. Se non hai lavoro per i tuoi dipendenti o non ne hai a sufficienza, sei tenuto a continuare a versare loro il salario. Ciò malgrado, il dipendente è tenuto a farsi computare sul salario ciò che ha risparmiato in seguito all’impedimento al lavoro o ha guadagnato esercitando un’altra attività.

Alcuni dei miei dipendenti appartengono a un gruppo a rischio (dipendenti con più di 65 anni, patologie preesistenti quali diabete, ipertensione arteriosa, malattie respiratorie croniche, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.) Come devo proteggerli?

A questi dipendenti deve essere garantita una protezione speciale. Pertanto, offrire loro la possibilità di lavorare in ufficio a casa, se possibile. In caso contrario, si deve comunque garantire che le norme igieniche e la distanza sociale siano rigorosamente rispettate. Se anche questo non è possibile, c'è un obbligo di pagamento del salario e il dipendente deve rimanere a casa.

Posso licenziare il mio dipendente che appartiene a un gruppo a rischio in questo momento?

Non è facile rispondere a questa domanda. I fatti del rischio particolare possono essere confrontati al meglio con la malattia (art. 336 cpv. 1 lett. b CO). O la persona può lavorare "solo" a casa a causa del rischio (che corrisponde a una prevenzione parziale, non è possibile fornire le prestazioni abitualmente dovute per contratto) oppure il dipendente è in congedo, anche in questo caso la causa del congedo è una malattia o un aumento del rischio di malattia.